Ballo Tondo

Un turista tedesco si aggira di sera in un paese del sud della Sardegna. Non sono scorci caratteristici, né riproduzioni di folklore da cartolina quel che cerca; è qui per dare corpo a ricordi che sono improvvisamente affiorati  ma che non dovrebbe avere, perché era troppo piccolo quando suo padre, per fuggire la miseria, se n’era andato dalla Sardegna portandolo con sé in Germania. “Di nonno Ignazio” dice “quello che mi ha lasciato  il nome che porto, l’unico nonno che ho conosciuto, ricordo a malapena la figura, scura e immobile, seduta in silenzio all’angolo del camino, col mento appoggiato al bastone. Ma ho chiara nella mente, ora,  la sua voce, quando mi prendeva  sulle ginocchia e faceva vivere “la magia dei racconti.”  Perché i ricordi, quelli indelebili e vitali, quelli che costituiscono le radici della nostra esistenza e garantiscono la continuità nei nostri figli,non sono legati alle esperienze personali, ché come queste si modificano,  impallidiscono, invecchiano; sono invece quelli passati per generazioni di voce in voce, di mano in mano, di cuore in cuore, ogni volta rinati, antichi e sempre nuovi, nella magia del racconto, ad esprimere l’esperienza profonda di una comunità, a riaffermarne l’identità e a decretarne la sopravvivenza. “Credo di essere tornato qui per vedere se ancora esiste un po’ di questa magia, se ancora qualcuno sa raccontare e qualcun’altro sa ancora ascoltare…oppure se ayayu Nassiu si è portato via con la sua morte i miei ricordi e quelli futuri dei miei figli”. Ballo Tondo è il nostro piccolo contributo di nipoti dell’epoca della comunicazione globale, a che ciascuno di noi possa ancora riconoscere il suo ayayu Nassiu e subire il fascino essenziale dei suoi racconti.

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Pubblicato on 19 novembre 2009 at 8:54 pm  Commenti disabilitati su Ballo Tondo  
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